La Monumentale Facciata
In stile neoclassico, in pietra bianca di origine sedimentarie proveniente dalle cave di Bellona, in provincia di Caserta, è un vero gioiello. Realizzata nel 1926 e inaugurata il 19 marzo dell’anno successivo, su disegno dell’architetto Guglielmo Raimondi. Elegante e slanciata fino a quasi quaranta metri da altezza, porta al culmine la statua di San Giuseppe, con le fattezze di quella all’interno del santuario, che con piglio forte e risoluto, tenero e paterno insieme, sostiene il bambino Gesù.
Ai suoi piedi è inciso l’anagramma greco di Cristo e la data di erezione. Ai lati della balaustra sono installate le statue dei santi Gioacchino e Anna (i suoceri di San Giuseppe);
a sinistra: San Gennaro (patrono di Napoli e della Campania, nell’atto di difendere dalle eruzioni del vulcano Vesuvio) e San Bernardino da Siena (devoto di San Giuseppe, dono del beato Bartolo Longo, fondatore del vicino Santuario di Pompei);
a destra: San Paolino (Padre della Chiesa, vescovo patrono della Diocesi di Nola, con mano benedicente) e Santa Teresa d’Avila (Dottore della Chiesa devota di San Giuseppe).

Il Timpano Superiore
Nel grande timpano sotto il cornicione, in alto sulla facciata, l’altorilievo raffigurante la Fuga in Egitto: tra piante e arbusti di una generazione tropicale, San Giuseppe chiude il piccolo corteo, guarda le spalle e difende la Vergine, seduta su un asinello, mentre l’angelo apre la pista e illumina i passi per proteggere Gesù e Maria in viaggio verso l’esilio in terra straniera.
L’episodio è narrato nel Vangelo di Matteo. «L’angelo in sogno apparve a Giuseppe e gli disse: «Alzati, prendi con te il Bambino e sua Madre, fuggi in Egitto, perché Erode vuole ucciderlo». E Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’Angelo». Sotto il grande timpano è scolpito a caratteri cubitali: «DIVO JOSEPH DICATUM», a San Giuseppe dedicato.



L’Arco Trionfale dei Santi Sposi
Al centro, sotto l’Arco Trionfale, e tra quattro eleganti colonne monolitiche in pregiato granito grigio, è situato il gruppo marmoreo in bianco di Carrara che rappresenta lo Sposalizio di Maria e Giuseppe: il sommo sacerdote, in posizione rialzata e centrale, e leggermente arretrata rispetto ai Santi Sposi, tiene le mani di entrambi, officia la funzione, mentre Giuseppe, emozionato e con il capo leggermente chino, come Maria, mette l’anello nuziale alla mano destra di lei.
Ispirato alle celebri tavole di Perugino e di Raffaello, di evidente influsso rinascimentale, tutto è armonioso e ben bilanciato.


San Michele Arcangelo
A sinistra tra le due colossali colonne, raffigurato nella nicchia, dal lato che guarda alla città di Ottaviano di cui è patrono, San Michele Arcangelo, Capo delle Milizie celesti, che vince Satana, schiacciando la testa al serpente, e infilzandola con la spada. È vestito con un’armatura leggera, che mostra la possenza della muscolatura dell’arcangelo, e regge lo scudo sul quale c’è scritto: «QUIS UT DEUS», chi è come Dio, che fa riferimento all’etimologia ebraica del nome Michele.
Nel medaglione in alto il volto di San Pietro apostolo, primo tra i Dodici, e primo vescovo della comunità cristiana di Roma.


San Gabriele Arcangelo
A destra, parallelamente, San Gabriele Arcangelo, il messaggero di Dio, colui che annuncia la nascita del Battista a Zaccaria e la venuta del Salvatore a Maria. Probabilmente è lui che, in sogno, appare a Giuseppe e lo guida, nello Sposalizio con Maria e nella Fuga in Egitto. Vestito con una elegante clamide, nobile e sereno di aspetto, regge in mano una bacchetta che è anche il giglio della purezza.
In alto nel medaglione, San Paolo, il primo vero grande apostolo missionario della Chiesa, colui che per primo portò in modo deciso il Vangelo di Gesù alle genti.


Il Timpano del Portone Frontale
Sopra al Portone frontale, è scritto scolpito in latino “con le offerte raccolte in tutto il mondo, il sacerdote Giuseppe Ambrosio costruì questo tempio”, un riconoscimento al fondatore del Santuario e instancabile Apostolo di San Giuseppe nel mondo, chiamato dal popolo affettuosamente «don Peppino».
Nel piccolo Timpano inferiore, c’è un altro altorilievo, in relazione a quello del Timpano superiore: un meraviglioso angelo che regge una fascia con la scritta in latino «ITE AD JOSEPH», Andate da Giuseppe. È quello che si sentirono dire i figli di Giacobbe, andati in Egitto a cercare pane di cui sfamarsi, quando in Palestina c’era la carestia, e la numerosa famiglia rischiava di morire: mai avrebbero pensato che quel Giuseppe fosse proprio il loro fratello, venduto come schiavo ai predoni del deserto, anni indietro.
E come l’antico Giuseppe in Egitto salvò dalla sicura morte il popolo di Dio nascente simboleggiato dalla famiglia del patriarca Giacobbe, così il nostro Giuseppe salva in Egitto la santa Chiesa di Dio nascente, simboleggiata dal suo Capo, Cristo Gesù, ancora bambino. San Giuseppe è il santo patrono della Chiesa universale.

I Lampioni in Bronzo
Ai lati della facciata del Santuario si ergono imponenti due raffinati Lampioni bronzei, della Fonderia Artistica Chiurazzi di Napoli, articolati e elaborati, con i fregi e i bassorilievi di fiori e frutta, dove si distaccano le imponenti figure superiori di uccelli alati e le piastrelle con le rappresentazioni dei santi riguardanti le devozioni locali. Sono un dettaglio davvero affascinante e conferiscono un tocco di eleganza e raffinatezza, posto all’ingresso del tempio. Tra le decorazioni anche i nomi dei benefattori.
Al centro, tra i due lampioni, solenni si salgono i gradini del sagrato, in pietra lavica del Vesuvio e granito rosa bocciardato.
Il tempio risulta quindi intenzionalmente soprelevato rispetto alla piazza, risolvendo così i problemi di allagamenti in caso di pioggia che caratterizzavo negativamente la preesistente Chiesetta seicentesca.
