Scritti di San Leonardo Murialdo

Santuario San Giuseppe:
Scritti di San Leonardo Murialdo

Fondatore della Congregazione di San Giuseppe

Un personaggio oscuro

Dagli Scritti, IV, pp. 236-238 (7 maggio 1875)

Chi è san Giuseppe? Un personaggio semplice, tranquillo, silenzioso, soprattutto oscuro. Nel vangelo non si trova mai una sua parola. L’umile Maria, nello smarrimento di Gesù, gli presta la sua voce: «Ecco, tuo padre ed io, angosciati, ti cercavamo» (Lc 2,42). Lascia questa terra senza che si sappia come e quando. Si dice che era falegname, poi non se ne parla più. E non fece neanche miracoli.

Non basta questo. Più che un personaggio, san Giuseppe è un’ombra che oscura, un’ombra nel grande quadro che è l’economia del mistero dell’incarnazione. La sua missione è quella di nascondere ed oscurare.

In questo quadro ci sono quattro personaggi tanto splendenti: Dio Padre, Gesù Cristo, lo Spirito Santo, Maria Vergine. San Giuseppe è come l’ombra del quadro. Nei quadri materiali le ombre servono a far risaltare le figure; qui, invece, è necessaria un’ombra che temperi lo splendore dei quattro personaggi. Giuseppe ha una capacità di oscurare così grande che basta per velarli, per coprirli tutti fino a quando a Dio non piacerà manifestarli al mondo.

La Vergine è nascosta alla sua ombra; la sua verginità e la sua maternità sono coperte dal velo del suo matrimonio con Giuseppe. Ugualmente per lo Spirito Santo: «Quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo» (Mt 1,20): è il suo capolavoro, è la sua gloria; Giuseppe ne spegne i raggi.

L’uomo-Dio è nascosto in questa oscurità tanto da passare per il «Figlio del falegname» (Mt 13,55). Dio Padre non appare padre di Gesù Cristo fino a quando dirà: «Questi è il Figlio mio prediletto nel quale mi sono compiaciuto» (Mt 17,5). Gli apostoli, i santi, i martiri hanno la missione di glorificare Gesù Cristo; san Giuseppe invece quella di nascondere Gesù Cristo fino all’ora della sua manifestazione.

Siccome oscurare la gloria divina è maggior miracolo che manifestarla, l’onnipotenza e la sapienza di Dio non si manifestarono meno grandi in san Giuseppe che in tutti gli altri santi. La gloria di san Giuseppe brilla agli occhi di Dio e degli angeli in ragione della sua oscurità agli occhi degli uomini.

San Giuseppe modello – L’umiltà e la docilità

Scritti, VI

«Imitare le virtù di san Giuseppe, specialmente l’umiltà» (Scritti, VI, p. 331).

«San Giuseppe fu docile alle ispirazioni dello Spirito Santo» (Scritti, VI, p. 351).

Giuseppe tiene nascosto Gesù per trenta anni. La casa di Giuseppe è un misterioso tabernacolo; le sue braccia sono una pisside; il suo petto è una patena su cui Gesù dormiva, ma vegliava per noi. Giuseppe ci insegnerà come tenere compagnia a Gesù, come amarlo, come accarezzarlo e pregarlo.

(Scritti, VI, pp. 357-358)

San Giuseppe modello – La vita interiore

Scritti, VI

«San Giuseppe è modello perfetto e protettore della vita interiore. La sua vita fu un’orazione e una contemplazione continua; le azioni esteriori non hanno mai interrotto il suo raccoglimento e la sua attenzione alla presenza di Dio» (Scritti, VI, p. 300).

San Giuseppe, dopo Gesù Cristo e Maria Vergine, si distinse tanto per la vita interiore che ne è protettore e modello.

(Scritti, VI, p. 317)

San Giuseppe modello – L’umiltà della condizione sociale

Scritti, VI

San Giuseppe non ambiva una condizione sociale più elevata della sua, non cercava le lodi degli uomini, ma la conformità al volere di Dio nello stato in cui Dio lo aveva collocato. Quanto merito!

(Scritti, VI, p. 335)

San Giuseppe modello – Custode di Gesù e Maria

Scritti, VI

Il cuore di Gesù è la fonte di grazia per la nostra anima; Maria Immacolata è la siepe che la conserva. San Giuseppe è il guardiano e il custode della fonte, Gesù, e della siepe, Maria. Custode della casa di Nazaret, dove abitavano Gesù e Maria. Egli desiderava che l’anima nostra sia una Nazaret dove abitano Gesù e Maria.

(Scritti, VI, p. 18)

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